VIGNAdiMILO – Etna Bianco Superiore CASELLE DOC
INFORMAZIONI
Contrada: Caselle nel comune di Milo – Etna Est a 750 mt di altitudine
Parcella: VignadiMilo
Vitigni: Carricante 100%, in parte franco di piede
Numero Viti circa: 6.000
Superficie della parcella ettari circa: 0,80
Densità Viti per ettaro: 8.000
Anno d’impianto del vigneto: 2010
Coltivazione del vigneto: Alberello Etneo con tutore in castagno dell’Etna
Kg uva selezionata prodotta mediamente: 6.000
Litri di vino prodotto mediamente: 3.500
Numero bottiglie da 0,75 l totali mediamente prodotte: 4.000
Periodo vendemmia: prima /seconda decade di ottobre
Vinificazione: Pressatura diretta delle uve intere con decantazione statica e naturale del mosto per circa 30 ore
Lieviti: aggiunta di lieviti autoctoni (Piede de uve)
Durata della fermentazione alcolica: 13-15 giorni in botte di legno da 2.000 litri
Durata dell’affinamento: in botte da 2.500 litri per 12 mesi
Filtrazione: solo durante imbottigliamento
Chiarifica: decantazione naturale
Travasi durante l’affinamento numero: 5
Aggiunta della solforosa: in piccole dosi prima della fermentazione e imbottigliamento
Grado alcolico medio: 12,0%
Acidità totale media grammi per litro: 7,5
pH medio: 3,0
Solforosa totale nel vino appena imbottigliato (mg/l) media: 50
Imbottigliamento: in maggio del secondo anno successivo alla vendemmia
Primo anno di produzione: 2011
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MAPPA DEL VIGNETO
Il Vigneto dista in linea d’aria:
Km 10 dal Cratere Centrale dell’Etna e Km 8 dal mare Jonio.
Piovosità media anno: 1.500 mm
Suoli: terra vulcanica, sabbiosa con importante presenza di Ripiddu (lapilli e pomice vulcanica eruttiva). Il substrato è caratterizzato da un placcone lavico di notevole estensione areale, affiorano prevalentemente “Tufi e Lahars Superiori”, tufi gialli a grana fine grossolanamente stratificati talora con resti vegetali inclusi, Lahars rosso-bruni poco cementati. (Monginello Antico) e “Lave e piroclastiti difficilimente delimitabili a morfologia superficiale degradata” (Monginello Antico-Mongibello Recente). I processi pedogenetici, favoriti dalla predominanza di un substrato tufaceo facilmente degradabile, hanno generato un suolo mediamente profondo e scarso di scheletro.
